EMERGENZA CORONAVIRUS

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per l'emergenza povertà post Coronavirus

I dati ISTAT e quelli raccolti dai nostri Centri di Ascolto lanciano un pericoloso allarme nei confronti dell'avanzamento della povertà. Dal 2015 non si registrava un numero così alto di famiglie sotto la soglia di povertà. Sono oltre 1,3 milioni i minori che vivono nel nostro Paese che stanno pagando il prezzo più alto della crisi ecnomica innescata dalla pandemia. Aiutaci ad aiutare più persone possibili...

Emergenza Coronavirus

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I nostri volontari potranno darti tutte le informazioni necessarie.
Il servizio è aperto dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00.

cosa stiamo facendo
per fronteggiare l'emergenza coronavirus

Il lavoro degli operatori e dei volontari di Caritas Ambrosiana non si è fermato e stiamo continuando a rimanere vicini, con le dovute cautele imposte dalla situazione, a chi vive un momento di grande difficoltà. 
I nostri Centri di Ascolto continuano la loro missione di sostegno ai più deboli con modalità diverse dal consueto, ma rimanendo attivi per intercettare tutte le necessità che si manifestano (dalla distribuzione dei pacchi alimentari, all'accogliemento e invio delle domande per il Fondo San Giuseppe, all'organizzazione di spese alimentari per le persone anziane o sole che non possono recarsi a fare la spesa alimentare o farmaceutica).
Le nostre mense sono aperte per dare un pasto a chi ne ha più bisogno dando dove è possibile un pasto caldo.
I nostri centri di accoglienza come il Rifugio Caritas sono aperti tutte le notti per offrire un letto e la colazione alle persone senza dimora.
Le nostre unità di strada per le persone senza dimora e le donne vittime della tratta continuano a uscire per intercettare le situazioni di difficoltà.

Emergenza coronavirus dona ora

emergenza coronavirus:
poco meno di un terzo delle persone aiutate
Non riesce a ripartire

Poco meno di un terzo delle persone colpite dagli effetti del lockdown non è riuscito ad approfittare della riapertura delle attività economiche per migliorare la propria condizione e, dunque, ha ancora bisogno di sostegno. È quanto emerge dall’ultimo report del Fondo San Giuseppe aggiornato al mese di luglio 2021. Delle 3172 persone aiutate da marzo 2020, 943 hanno chiesto ed ottenuto al termine dei primi tre mesi di contributi una prima proroga che ha esteso il sostegno per altri due mesi; di queste 276 hanno avuto bisogno di essere aiutate anche oltre questo periodo.

Fra le persone maggiormente in difficoltà ad agganciare la ripresa, gli stranieri con il 57,1% superano gli italiani (42,9%), la fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 35 e i 45 anni (38,3%), seguita da coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (31,3%); le coppie con 1 0 2 minori sono il 38,8% alle quali si aggiungono coloro che hanno più di due figli a carico 11,9%.
Significativo rimane il peso dei cassaintegrati: sono il 44,1% sul totale di chi ha rinnovato la domanda di aiuto, una percentuale più alta rispetto al dato calcolato sul totale dei beneficiari (41%).  

DONAZIONI

Se la crisi non ha mollato la presa sulla fascia più debole della popolazione, fortunatamente non si è nemmeno arrestata la generosità. Partito con una dotazione inziale di 4 milioni di euro (2 della Diocesi e 2 del Comune di Milano), con le donazioni di cittadini e fedeli, il Fondo san Giuseppe ha più che raddoppiato tale cifra raggiungendo 9.061.020 euro.

Modalità di erogazione

Infine tra le novità da segnalare, da settembre i centri di ascolto delle parrocchie torneranno ad essere l’unica porta di accesso al Fondo. Con il ripristino dei colloqui in presenza, infatti, viene sospesa la possibilità di richiedere l’aiuto presentando la propria candidatura sul sito, una misura straordinaria che era stata introdotta nei mesi passati per sopperire alla impossibilità dei volontari ad incontrare di persona i potenziali beneficiari. Un segnale di ritorno alla normalità.   

«Nessuno ha la sfera di cristallo e può sapere cosa ci riserverà il futuro tantomeno in una situazione del tutto inedita come quella che ha prodotto il Covid. Comunque anche senza considerare gli effetti dello sblocco dei licenziamenti e degli sfratti che potremo misurare solo in autunno, già ora possiamo dire che la pandemia lascerà ferite profonde nel tessuto sociale. Molti di coloro che hanno perso il lavoro o sono finiti in cassa integrazione soprattutto in quei settori che più duramente hanno subito il lockdown, non sono ancora in grado di rialzarsi e di camminare con le loro gambe. Per costoro i tempi di riabilitazione saranno più lunghi rispetto a quanto era stato preventivato all’inizio della crisi. Per questa ragione la Caritas Ambrosiana continuerà a sostenere le situazioni più fragili tramite il Fondo san Giuseppe voluto dall’Arcivescovo Delpini e il Fondo di assistenza diocesano. Ma contemporaneamente, tramite il Fondo Diamo Lavoro, favorirà anche la riqualificazione professionale e l’inserimento nelle aziende che sono ripartite: il solo modo per traghettare fuori dalla crisi chi ne è stato colpito».

I Fondi della Diocesi di Milano contro la crisi

Quota raccolta dal Fondo San Giuseppe: € 9.061.020,75
quota erogata Fondo San Giuseppe: € 6.593.200,00
quota erogata Fondo Diamo Lavoro: € 1.156.998,00
 
Fondo Diocesano di Assistenza (con fondi propri della Caritas Ambrosiana):
quota erogata FDA: € 1.692.733,38

FSG: Fondo san Giuseppe

Concepito come misura di emergenza, il Fondo san Giuseppe si rivolge a disoccupati a causa della crisi Covid-19 (ad esempio dipendenti a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto), lavoratori precari (contratti a chiamata, occasionali, soci di cooperativa con busta paga a zero ore), lavoratori autonomi. Per beneficiare degli aiuti occorre essere stabilmente domiciliati sul territorio della Diocesi ambrosiana, essere disoccupati dal primo marzo 2020 o aver drasticamente ridotto le proprie occasioni di lavoro e non avere entrate familiari superiori a 400 euro al mese a persona.
Per accedere al Fondo san Giuseppe occorre presentare domanda al centro di ascolto della propria parrocchia. Le richieste sono valutate da un consiglio di gestione che verifica la conformità delle candidature. Una volta approvata la domanda, il beneficiario riceve direttamente sul proprio conto corrente o attraverso il parroco rispettivamente un bonifico o un assegno per un valore variabile tra i 400 e gli 800 euro mensili, a seconda della composizione del nucleo familiare. Dal momento dell’accettazione della domanda, il contributo viene erogato per un periodo di tre mesi. Al termine di tale periodo il consiglio di gestione, se ne sussistono i presupposti, può accordare un rinnovo per un periodo ulteriore che varia tra gli uno e i tre mesi.

FDL: Fondo Diamo Lavoro

Nato sulla scorta delle iniziative messe in campo dalla Diocesi di Milano per affrontare le conseguenze della crisi finanziaria del 2008, il Fondo Diamo Lavoro è uno strumento di politica attiva del lavoro. Promosso da Caritas Ambrosiana e gestito attraverso il suo servizio Siloe e la Fondazione San Carlo, il Fondo favorisce il ricollocamento nel mercato del lavoro di soggetti con particolari difficoltà economiche dovute al protrarsi della disoccupazione attraverso lo strumento del tirocinio. Grazie ai donatori del Fondo, i tirocini sono retribuiti per il lavoratore ma senza alcun onere né economico né amministrativo per le aziende. Anche durante la pandemia, quando le limitazioni imposte dal lockdown lo hanno permesso, il Fondo Diamo Lavoro ha potuto operare.

FDA: Fondo di assistenza diocesano

Misura creata oltre 20 anni fa per sostenere situazioni di particolare fragilità il Fondo di assistenza diocesano aiuta le famiglie ad affrontare le spese quotidiane incomprimibili come il pagamento delle bollette o dell’affitto. Dotato nel 2019 di una disponibilità di 350mila euro è stato rifinanziato da Caritas Ambrosiana e dalla Diocesi di Milano, grazie anche al contributo straordinario dell’8 per mille ricevuto dalla Conferenza episcopale italiana per l’emergenza Covid 19.

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BILANCIO SOCIALE 2018

Fonte: Bilancio Sociale Caritas Ambrosiana 2018