EMERGENZA CORONAVIRUS

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I dati ISTAT e quelli raccolti dai nostri Centri di Ascolto lanciano un pericoloso allarme nei confronti dell'avanzamento della povertà. Dal 2015 non si registrava un numero così alto di famiglie sotto la soglia di povertà. Sono oltre 1,3 milioni i minori che vivono nel nostro Paese che stanno pagando il prezzo più alto della crisi ecnomica innescata dalla pandemia. Aiutaci ad aiutare più persone possibili...

Emergenza Coronavirus

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cosa stiamo facendo
per fronteggiare l'emergenza coronavirus

Il lavoro degli operatori e dei volontari di Caritas Ambrosiana non si è fermato e stiamo continuando a rimanere vicini, con le dovute cautele imposte dalla situazione, a chi vive un momento di grande difficoltà. 
I nostri Centri di Ascolto continuano la loro missione di sostegno ai più deboli con modalità diverse dal consueto, ma rimanendo attivi per intercettare tutte le necessità che si manifestano (dalla distribuzione dei pacchi alimentari, all'accogliemento e invio delle domande per il Fondo San Giuseppe, all'organizzazione di spese alimentari per le persone anziane o sole che non possono recarsi a fare la spesa alimentare o farmaceutica).
Le nostre mense sono aperte per dare un pasto a chi ne ha più bisogno dando dove è possibile un pasto caldo e dove non lo è, per motivi di sicurezza sanitaria, offrendo un box lunch da asporto.
I nostri centri di accoglienza come il Rifugio Caritas sono aperti tutte le notti per offrire un letto e la colazione alle persone senza dimora.
Le nostre unità di strada per le persone senza dimora e le donne vittime della tratta continuano a uscire per intercettare le situazioni di difficoltà.

Emergenza coronavirus dona ora

emergenza coronavirus:
gli effetti del nuovo lockdown

In coincidenza con Dpcm del 18 ottobre, con il quale il governo ha imposto le prime limitazioni alle attività economiche nel tentativo di rallentare il contagio da Covid 19, le richieste di aiuto hanno ripreso a salire in modo importante nei principali servizi di assistenza attivati da Caritas Ambrosiana per arginare la crisi sociale seguita alla pandemia.
Dalla metà di ottobre a oggi, in un mese esatto, hanno ricevuto la tessera a punti, con la quale si può fare la spesa gratuitamente negli Empori e nelle Botteghe solidali 672 nuove famiglie, che hanno fatto salire così ad oltre 9mila i beneficiari di questa rete di protezione che si era dimostrata fondamentale giù nel corso del lockdown di primavera.

Significativa è stata anche l’attività erogativa del Fondo San Giuseppe. Voluto dall’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini e sostenuto dal sindaco Giuseppe Sala, il Fondo ad oggi ha distribuito 3.067.500 euro, il 42% delle risorse raccolte (7.195.228 euro) a 1.692 famiglie che hanno perso il lavoro a causa del Covid. Se si considera il dato nel tempo, si evince come dopo il livello più alto toccato nel mese di giugno (con 800.500 euro per 495 persone) c’era stato un significativo calo nei mesi di agosto (201.900 euro per 81 persone) e settembre (121.100 euro per 54 persone) mentre ad ottobre si è assistito ad una nuova accelerazione che è stata più intensa nella seconda metà del mese e ha portato in 30 giorni ad erogare la somma di 489.500 euro a 228 persone che si sono trovate in difficoltà nell’ultimo periodo.

Analogo l’andamento dell’attività del Fondo di assistenza diocesano, che al 22 ottobre aveva già distribuito 1.147.834 euro (dei 1.200.000 a disposizione) per sostenere pagamenti dell’affitto e delle utenze domestiche di chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità. Le domande avevano raggiunto il picco a maggio (con 161 richieste) ed erano scese a 34 nel mese di ottobre. Nei primi 15 giorni di novembre, ne sono state registrate già 60 e il numero quotidiano di richieste fa presuppore che si raggiungerà entro la fine del mese il livello massimo toccato in primavera.

«Per non far collassare il sistema sanitario e assicurare le cure a tutti coloro che ne hanno bisogno è necessario tenere d’occhio la curva dei contagi. Occorre però guardare anche alla curva del malessere sociale che le restrizioni inevitabilmente creano e che purtroppo pagano, come abbiamo imparato nel primo lockdown, i lavoratori meno qualificati, con contratti più deboli o nessun contratto, in una parola i più poveri e meno tutelati- spiega Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana -. L’andamento delle richieste di aiuto ai servizi Caritas è solo un indice di questa sofferenza sociale. Per contrastarla avremo bisogno sempre di più dell’aiuto di tutti. Fortunatamente nuovi donatori si sono fatti avanti in questo periodo e mi auguro che continueranno a sostenerci anche nel corso del prossimo anno quando il governo potrebbe togliere le moratorie agli sfratti e ai licenziamenti, eliminando così gli argini che fino ad ora hanno permesso di contenere lo tsunami. Sarà quello il momento più difficile in cui insieme all’assistenza dovremo anche pensare alla ricostruzione». 

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BILANCIO SOCIALE 2018

Fonte: Bilancio Sociale Caritas Ambrosiana 2018

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